Mediterraneo. La Casa Malaparte tra metafisica ed estetica razionalista





Costruendo in maniera moderna, si è trovata l’armonia con il paesaggio , con il clima e con la tradizione’
- Le Corbusier -


Il tema della "mediterranità"  pervase gli anni trenta del 900 e assunse numerosi e differenti caratteri politici e forme architettoniche. Alcuni razionalisti italiani e le loro controparti più tradizionaliste, si indirizzarono alla questione delle ‘costanti mediterranee‘ all’interno del contesto di un disegno imperialista del mediterraneo stesso. Uno degli edifici che riuscì con maggior successo a distillare antiche memorie marittime fu però concepito molto al di fuori di questi calcoli nazionalisti.
Quest’opera era la casa Malaparte sull’Isola di Capri, appollaiata su un promontorio roccioso a strapiombo sul Mar Tirreno , progettata da Adalberto Libera in collaborazione con il suo committente Curzio Malaparte tra il 1938 e il 1942. La casa era di forma allungata e rastremata e di color rossastro; una scalinata a forma di cuneo che conduceva alla terrazza sul tetto era perfettamente integrata nella forma complessiva .


@COPYRIGHT BiblusBIM Villa Malaparte – rendering realizzato con Edificius


Casa Malaparte era raggiungibile per mezzo di un percorso tortuoso di scalini tagliati nelle acute increspature della roccia. La lieve distorsione delle linee dirigevano da una parte lo sguardo verso un indistinto infinito, dall’altra trascinavano la linea dell’orizzonte nella composizione. La casa non era priva di aspetti metafisici, perfino surreali. Casa Malaparte evocava contemporaneamente una scalinata rituale, un’ara cerimoniale, una nave e una scogliera rocciosa.





Sebbene nella casa Malaparte non ci fossero allusioni dirette alla classicità, la pianta era una sorta di compendio della casa pompeiana, mentre i rossi e la terrazza, priva di un muro protettivo e aperta verso il cielo,
evocavano una rovina antica sospesa sul mare.